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COMORBILITÀ




- Tutti possiamo fornire pascolo mentale [ . . . ]

James Joyce



Ad occhi chiusi vedo
deserti lastricati di rammarico
piazze pulite
immacolate

Diossine vendute per poco
a mercati 
giù 
al 
bando

E un istante incontenibile 
d'istinto
per lo stallo che qui 
presente 
implora altri lasciti 
e figurine appese 
al muro

Unici cadenti languori

le tracce d'intonaco malmesso
a denigrare 
un divertimento ingenuo

mai ripreso

tra ciò che era in gioco
e quel che mai 
è stato leso

Linciaggio di poche note

la consuetudine dell'edera

.  .  .  . 










| Il dono dell'immediato |












La persistenza delle cose -



 
credo che le uniche volte in cui la poesia ha qualche valore siano quelle in cui si dimentica della propria sacralità

Charles Bukowski





    Inizia così. Cominci a contemplare 
la crescita di tuo figlio
senza più considerare lo scemare 
degli anni che ti renderanno vecchio.
    Un' immagine fissa, riflessa nel tempo,
come un occhio vitreo di scandita resa 
scruta sempre ad ogni angolo 
la tua destrezza  -
nel dirsi paziente e tenace 
ed esteso in cadenze di giorni o moti...

    Concentrata richiesta di abbandono
per ciò che hai fatto e ciò che non sai
possa ancora redimere in un sorso
un bicchiere mezzo vuoto:
tra il «tuo» che è adesso
e il pur presente 
disimpegnato nascere 
e poi tacere -
                      
                      Così inizia 
contemplandosi in un amplesso -
e di lì a poco decifrando 
caste involuzioni momentanee
e sguardi aggrottati o altri accigliamenti 
per dove non eri,
e in stato d'alter ego,
la memoria concede al tuo eventuale 
e al tuo niente
                      un nuovo ristoro...

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Informazioni personali

Le mie foto

Francesco Maria Cannella è nato a Palermo nel 1978, dove vive. Ha ottenuto vari riconoscimenti nell’ambito della poesia a carattere nazionale e internazionale, tra cui: 1° premio INVES 1999, 1° premio L’IRIDE 2001, premio alla cultura ‘Don Padre Puglisi’ 2005.
Proprio nel 2005, esordisce con la silloge LA STANZA È CALDA (prefazione di Alfio Inserra, Ed. Thule). L’anno successivo, sempre per la stessa casa editrice, pubblica un secondo volume NON VOGLIO OMBRE ALLA MIA FINESTRA (prefazione di Aldo Gerbino).
È ancora inedita la raccolta LA PORTA SOCCHIUSA, con prefazione di Salvatore Di Marco, anch’essa concepita all’interno del lungo work-in-progress al quale fanno riferimento le prime due pubblicazioni.

Alcune sue poesie sono inserite in riviste e antologie letterarie.
Oltre che di letteratura si occupa di pittura, fotografia, grafica e film.
Si sono, tra gli altri, interessati alla sua produzione: Tommaso Romano, Franca Alaimo, Elio Giunta, Franco Loi, Giorgio Bàrberi Squarotti, Massimo Cacciari, Federico Hoefer, Dino Grammatico, Pino Giacopelli, Paolo Ruffilli, Ferdinando Banchini, Johannes Maddens, Mario Specchio, Elio Andriuoli, Vittoriano Esposito, Luca Desiato, G. L. Bartolini, Flavia Lepre.

Nel 2010 con il libro NIENTE ABAT-JOUR VICINO AL LETTO in cui appare per la prima volta della prosa, pur non tralasciando la poesia, e i tre suddetti volumi si chiude una tragicomica e farsesca tetralogia dai richiami fortemente autobiografici che prende forma e si confessa sin dal titolo: MALASILO Bisogna forzarle le cose, 1998-2010.

ANTICAMERA, correlato alla tetralogia, conclude un ampio lavoro poetico sulla paternità dal titolo di matrice oraziana «disiecti membra».

MORTE APPARENTE DI UN IMPOSTORE, in cui viene presentata sia prosa che poesia, è da considerarsi una plaquette, un capriccio, una perifrastica passiva o una mera confessione...

Con MERIDIANO 180 GRADI, del 2011, in cui scritti passati e inediti si compenetrano in un percorso tanto discorsivo quanto intimistico, prosa lirica e poetica dell’istante narrano il vissuto dell’Autore in una carrellata d’immagini giustapposte per contrasto.

Sempre nel 2011, rielaborando poesie inizialmente tralasciate, racchiude in una silloge estranea al lavoro precedente e allo stesso tempo privatamente connessa al viaggio poetico iniziato da più di un decennio l’idea di verso stanco, dimenticato, con il libro VERDERAME ALLE PARETI in cui pathos e rammarico si fondono nell’attesa di un rinnovamento...

Il suo ultimo lavoro, CON LE PERSIANE CHIUSE, è composto da diciotto poesie inedite in cui la ricerca di nuove consonanze sembra rivelarsi attraverso un cammino nitido di sembianze. Di fatto, visionando il passato tra sogno e veglia l’Autore tenta, in corresponsione col presente, di afferrare i ricami di momentanee epifanie e di catturare per istantanee gli incanti quotidiani...

Scrive anche in vernacolare.

NON SALTARE GIU' DAL LETTO PRIMA DI MEZZOGIORNO è il suo primo romanzo.

«Mi pare utile, e mi piace pensare, che la poesia si riveli inesausta tensione al linguaggio e a un senso sempre rimandato, pronto ad accogliere significati altri. Ne risulta, intendo, un legame tra le parti che ha il suo esatto domicilio nella separazione e nella autonomia.»
F. M. Cannella

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